Come superare le delusioni

del Tango

PUBBLICATO IL 18 luglio 2019

Nel tango come nella vita capita di rimanere delusi per mille motivi. Fa male. Molto male, ma con qualche accorgimento possiamo affrontare le delusioni e trasformarle in qualcosa di positivo e utile per il nostro futuro da tangueros.
Si rimane basiti quando passiamo un’ intera serata sedute a fare panchina, amareggiati se la donna con la quale vogliamo ballare non si accorge nemmeno di noi e pieni di rabbia se nasce qualcosa di più per poi finire con bolle di sapone dissolte nell’aria dalle note di un bandoneon. Queste delusioni ahimè arrivano senza preavviso, sbattendoci in faccia, una realtà che non credevamo possibile.
Cosa fare in questi casi? Certo la cosa migliore sarebbe ignorare e andare avanti. Si, ma la teoria è facile e saperla non ci fa diventare ballerini di gran fama, perciò occorre saper tener la testa alta nel momento della crisi e riuscire ad abbracciare il tango facendoci ricondurre da esso in carreggiata.
In realtà queste delusioni arrivano per via delle nostre aspettative anche se, in realtà, sono un vero e proprio percorso perché ci generano emozioni contrastanti.
Andando in milonga si spera di ballare, a fine serata ci si disillude, ci si arrabbia, ci si abbatte ma si ritorna a ballare. Nel tango le persone sono completamente diverse da come sono nella realtà.
Pur di fare bella figura tendono a presentarsi ben vestiti, affabili e gentili. Nelle milongas non esistono filtri e nessuno in realtà vuole leggere bene il libro sul tango costruendosi una idea dei ballerini un po’ falsata.
Alla fine però nonostante tutto, le delusioni ci spingono a farci delle domande e perciò ci aiutano a diventare più consapevoli, motivo per il quale cercheremo di ballare meglio, di divertirci di più e di star bene soprattutto con se stessi. Dovremmo andare in milonga armati di scudo protettivo cercando di dare il giusto peso a cose e a persone. Sarebbe utile evitare di ballare a qualunque costo pur combattere la crisi di astinenza da tango.
Se siamo delusi da come balla quel tipo/a il problema è stato nella scelta di mirarlo/a.
Il segreto per superare le delusioni nel tango è quello di ballare tande al caffè e non tande di carote o di uova perché le tande di carote vuol dire ballare con uomini/donne molli, sudaticci/e e deboli, quelle di uovo, fragili dentro e duri fuori, significa ballare con tangueros che nemmeno dopo 50 anni di tango impareranno a ballare. Le tande al caffè sono le uniche ad essere davvero cura per l’anima poiché quando balli così rimani te stessa trasformando la tanda in profumo e gusto inconfondibile. Se balliamo tande al caffè manterremo la voglia di ballare tango nonostante le delusioni. I veri ballerini di tango hanno imparato a superare le loro delusioni poiché hanno saputo prendere il meglio dalle loro tande, trasformandole in opportunità di crescita.
Reagisci con questi tre concetti se qualcosa del tango ti ha deluso:

-Rifletti. Prendi in considerazione i tuoi errori. Di solito ci limitiamo a lamentarci per tre giorni per poi al quarto ricominciare come prima senza aver cambiato niente di noi. Durante la crisi dei tre giorni ci siamo ripromessi di fare lezioni private, di andare più spesso a ballare,  ma passata la bufera non abbiamo fatto niente di tutto questo. Al successivo fine settimana la delusione è garantita. Adottiamo questo metodo di studio.

-Reagisci. Nel modo giusto. Se non affrontiamo il problema qualunque esso sia (imparare le camminata, il giro, l’abbraccio, ecc) non ci rafforzeremo mai e non saremo mai in grado di ballare veramente il tango. Reagire vuol dire trasformare i nostri punti deboli e farli diventare dei talenti. Il tango si impara aprendo porte su porte per trovare alla fine il giardino incantato

-Resisti. Ad ogni delusione la nostra autostima crolla e non sappiamo cosa fare per migliorare e cambiare la situazione. Spesso ci ritroviamo a pensare “Che senso ha continuare a ballare il tango? – Chi me lo fa fare – Inutile, qualsiasi cosa provi non mi inviteranno mai”.
Questi sono i nostri mantra, ma in questi casi è bene spostare la nostra attenzione sui risultati a breve termine, ai progressi quotidiani, una cosa alla volta. Dapprima la postura, poi la fluidità, poi la musicalità, ecc per cumulare piccoli successi necessari per arrivare al famoso “punto critico” perché quanto ti sembra impossibile e stai per arrenderti, vinci!

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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