Lesioni nel Tango

Cause e rimedi

PUBBLICATO IL 11 ottobre 2019

Le lesioni più frequenti nei ballerini di Tango
Dott.ssa Barbara Marconi – Neurofisiologo – Direttore Tecnico Nazionale sett. Tango, Federazione Italiana Danza (F.I.D.)

Il grande impulso che ha avuto il Tango negli ultimi anni, sta evidenziando la necessità di un continuo aggiornamento da parte dei Maestri che lo insegnano.
Fondamentale è lo studio dell’anatomia funzionale, della biomeccanica e la conoscenza delle possibili problematiche fisiche che la “pratica”, professionistica o amatoriale, del Tango può provocare. Questi aggiornamenti permettono ai Maestri di affrontare l’insegnamento in modo più consapevole e sicuro; è molto importante che il Maestro abbia le competenze necessarie per individuare precocemente l’insorgenza della problematica e comprendere se la risoluzione della stessa possa essere di sua competenza, o se è necessario indicare all’allievo le figure mediche di riferimento (medico specialista o fisioterapista).

Il Tango, per le sue caratteristiche specifiche, i.e. abbraccio asimmetrico, tipi di movimenti richiesti, utilizzo del tacco alto nelle donne, presenta una serie di problematiche fisiche e lesioni tipiche, riscontrate con incidenze diverse, in relazione al sesso, o per meglio dire, al “ruolo”. Tali problematiche, possono riguardare tutti i distretti articolari, ma si presentano con maggiore severità e frequenza nella parte inferiore del corpo, sia nei ballerini professionisti che in quelli amatoriali. Tra le varie “cause” che innescano tali problematiche possono esserci quelle anatomiche, come esempio una riduzione della flessibilità/mobilità articolare o quelle posturali, come un appoggio “scorretto” del piede. Anche la mancanza di nozioni tecniche che può provocare lesioni da sovraccarico, i.e. patologie legate alla pratica di un movimento ripetitivo, di bassa intensità, ma “scorretto” e dunque tale da provocare un sovraccarico delle strutture muscoloscheletriche coinvolte.

Le problematiche fisiche e lesioni più frequenti nel Tango sono quelle articolari, tendinee e muscolari. La loro trattazione in questa sede sarà volutamente breve e riguarderà le patologie più comuni, facendo cenno alla frequenza dell’insorgenza rispetto al sesso, i.e. ruolo, e dunque lato (dati in corso di elaborazione).
Il dolore gluteo è molto frequente nelle ballerine di Tango e affligge prevalentemente il lato sinistro; il “lato chiuso” dell’abbraccio, limitando l’escursione dei movimenti, ne causa una certa asimmetria, con conseguente sovraccarico della articolazione coxofemorale (anca). Questo fenomeno è presente per lo più nelle ballerine inesperte che non sanno compensare adeguatamente tale asimmetria, “congenita” del Tango, con la tecnica corretta. Inoltre, una gestione scorretta dell’extrarotazione dell’anca peggiora la sintomatologia, che a volte sfocia in un dolore sciatalgico o nella nota sindrome del piriforme, causata da un intrappolamento del nervo sciatico, al livello del gluteo, da parte del muscolo stesso. Questo provoca un dolore percepito come un formicolio/intorpidimento, che si irradia dal gluteo fino al piede. Questo tipo di sindrome richiede di solito una terapia medica, anche se beneficia di procedure quali lo stretching.

Sempre nell’ambito delle problematiche a carico della articolazione coxofemorale e che provocano dolore gluteo, appare frequentemente e senza particolare preferenza di lato, la borsite glutea, provocata dall’eccessiva trazione dei muscoli glutei durante l’extrarotazione o da una tendenza, da parte della ballerina, di “sedersi sull’anca”: in questo caso il muscolo tensore della fascia lata aumenta la pressione sulla parte distale del tendine gluteo. Questa borsite, a volte, si associa alla cosiddetta anca a scatto, in cui il tendine della fascia lata “scatta” appunto sul gran trocantere. Anche in questa situazione clinica, non grave, lo stretching riduce la sintomatologia.
Nella pratica del Tango il ginocchio è una sede piuttosto frequente di dolore (gonalgia) e lesioni, prevalentemente nell’uomo e a carico della gamba di appoggio dominante (di solito la destra). Il ginocchio, infatti, permette solamente i movimenti di flesso-estensione della gamba, mentre gli altri movimenti (i.e. adduzione/abduzione), sono impediti da un robusto sistema di legamenti e tendini. La costante rotazione a carico del ginocchio per eseguire gli enrosques, caratteristici movimenti di “avvitamento”, può causare, soprattutto in ballerini non grandi di età e/o in sovrappeso, lesioni di natura infiammatoria, degenerativa o, in alcuni casi, rottura dei legamenti crociato anteriore e posteriore, e dei legamenti collaterali interno e esterno. Frequenti sono anche le tendiniti del ginocchio, in particolare quelle dei tendini rotuleo, del quadricipite e popliteo, come anche la cosiddetta condromalacia, una malattia degenerativa che colpisce la cartilagine (uno speciale tessuto con funzione principale di sostegno), provocando dolore nella parte anteriore del ginocchio. Tuttavia, le strutture che maggiormente vanno incontro a lesioni sono i menischi (interno e esterno), elementi in fibrocartilagine che possono lesionarsi o rompersi poiché restano intrappolati tra il condilo femorale e il piatto tibiale, nel corso di una rotazione a ginocchio flesso, il movimento richiesto durante un enrosque. Questo può provocare o una lesione (totale o parziale) del menisco (più frequente quello interno), o una graduale degenerazione che, sebbene non presenti gravi sintomi iniziali, può comportare serie problematiche nel tempo, quali il cedimento e/o il blocco del ginocchio. Le lesioni dei legamenti del ginocchio e dei menischi in molti casi necessitano del trattamento chirurgico.
Nei ballerini di Tango di entrambi i sessi si osservano frequentemente tendiniti del tendine di Achille, infiammazione spesso associata a dolore.
Le cause sono spesso l’utilizzo costante del tacco alto, nel caso delle donne, e la pressione di scarpe incongrue sulla sua estremità distale del tendine nell’uomo, (tendiniti inserzionali). Raramente nei ballerini di Tango si rompono i tendini più grossi, come quello di Achille, tranne il caso di ballerini che vogliano fare, senza allenamento, un movimento che richieda una improvvisa esplosione della forza muscolare. Il recupero da questo genere di trauma è molto difficile e lungo. Lo stiramento o rottura del tendine estensore lungo dell’alluce e della prima articolazione metatarso-falangea, sono lesioni frequenti nella donna a causa della costante esposizione del piede durante il ballo.

La rottura vera e propria del tendine, può essere provocata, nelle donne, dal trauma d’impatto con la scarpa del partner, evento in cui il tendine estensore viene “strappato” dalla falange distale, in genere, del primo e/o secondo metatarso. Sebbene sia possibile osservare questo tipo di trauma da entrambi i lati, la sua insorgenza è maggiore nel lato sinistro della donna, data la maggiore vicinanza dei ballerini dal quel lato. Entrambi i tipi di lesione richiedono rapide terapie mediche. A livello posturale globale, l’utilizzo del tacco sposta il baricentro corporeo in avanti con la conseguenza inevitabile di un recupero della posizione verso dietro con una “iper-utilizzazione” dei muscoli della schiena; per tale ragione, in un’alta percentuale di ballerine di Tango si riscontra un dolore lombare, di tipo mialgico. È da notare che, la maggior parte delle ballerine di Tango, utilizzano tacchi tra gli 8 e i 9 cm, il che trasferisce praticamente il 100% del peso anteriormente, sui metatarsi. Ciò comporta, nella quasi totalità delle ballerine professioniste, l’insorgenza di dolore al metatarso (metatarsalgia), che può arrivare fino alla frattura da stress dei metatarsi. Un’altra patologia molto frequente nelle ballerine, causata e peggiorata dall’uso del tacco, è l’alluce valgo, ossia la deviazione laterale della testa del primo metatarso: tale problematica, quando diviene molto severa, richiede la soluzione chirurgica.
Infine, la fascite plantare, un’infiammazione con dolore localizzato sotto il calcagno o al centro della pianta del piede, affligge frequentemente i ballerini, senza preferenze di ruolo: purtroppo questa condizione tende a cronicizzare, senza beneficiare molto di terapie antinfiammatorie, se non in fase acuta. Alla luce di questa breve trattazione, si evince l’importanza di completare la formazione tecnica e culturale dei Maestri di Tango, con una conoscenza scientifica di base di “anatomia applicata alla danza”, necessaria per poter lavorare “con il corpo” dei loro allievi, in totale sicurezza, individuando precocemente, e dunque prevenendo, le problematiche fisiche e/o le lesioni tipiche, le loro recidive o la cronicizzazione delle stesse.

Barbara Marconi, svolge periodicamente corsi di aggiornamento e seminari di “Anatomia applicata al Tango-Danza” per Maestri ed ha inoltre sviluppato e registrato un protocollo specifico volto al rinforzo funzionale del corpo necessario alla formazione tecnica corretta degli allievi di tutti i livelli (Protocollo – Rinforzo Funzionale – P.A.B ®).  

È possibile avere maggiori informazioni consultando il sito La chiave del cuore o scrivendo a infolachiavedelcuore@gmail.com

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