Danzarin

Un ultimo tango, un tango mas

PUBBLICATO IL 15 maggio 2020

Quinta tappa di Finche c’è Tango: Viaggio all’interno del nostro sentire 

Abbiamo parlato dell’amore nel tango nella nostra precedente tappa, effimero o eterno chi può dirlo. In qualsiasi amore c’è sempre un ultimo tango, un ultimo incontro, un ultimo momento,  quel preciso attimo in cui vorresti ancora una seconda possibilità, in cui vorresti ballare “un ultimo tango”.

Ecco perché oggi la nostra rubrica racconta di Un tango mas, quello splendido film che molti tangueri hanno visto, ma non tutti perché distribuito in un circuito ristretto.

Un film ben diretto, ben recitato, dove viene narrata una reale storia d’amore legata al mondo del tango.

Raccontata con calde immagini, brani musicali incantevoli e interpreti sapientemente scelti, durante la quale assistiamo all’infinita passione tra  i due più grandi ballerini del secolo scorso Maria Nieves e Juan Carlos Copes, oggi entrambi meravigliosi ottantenni in grado ancora di ballare e incantare.

Nel film diretto dal regista German Kral intitolato appunto Un tango mas, in inglese Our Last tango, la Nieves e Copes raccontano per la prima volta la loro storia d’amore,  sofferta ma mai terminata.

I due appassionati danzatori sono stati una coppia in scena e nella vita per più di cinquant’anni,  hanno cambiato insieme la storia del tango dando a questo ballo la dignità del palcoscenico.

Si sono amati visceralmente e visceralmente odiati, il loro colpo di fulmine, la gelosia, il matrimonio, il tradimento, l’abbandono e il ritrovarsi.

L’amore nel tango è totale e infinito e a volte può essere anche vendicativo:  i due reali protagonisti non hanno voluto incontrarsi sul set del film: entrambi hanno accettato di essere ritratti nelle loro verità a patto di non dover condividere lo stesso momento di ripresa cinematografica.

La promessa di Copes fatta a sua moglie “giurami che non rivedrai più Maria Nieves” è stata mantenuta e lo sdegno pieno di strazio e di amore di Maria nel domandarsi in una scena del film “quien conio es este Copes?” (chi diavolo è questo Copes?”) non è stato languito nel tempo!

I due tangueri innamorati per più di mezzo secolo, ancora oggi non hanno acquisito la serenità che solo il tempo della maturità può forse dare, per perdonarsi reciprocamente dei dolori subiti e regalare al mondo e soprattutto a se stessi il reciproco perdono e un altro meraviglioso tango…un tango mas!

L’amore nei tanghi è forse il tema più ricorrente: esprime sentimenti ed emozioni che raramente oggi siamo capaci di accettare di provare ed esprimere così intensamente.

Oggi viviamo tutti nel fragile consumismo non solo di oggetti, ma soprattutto di pensieri, emozioni, desideri, opinioni, parole. Forse il difficile contesto che stiamo vivendo ci sta lanciando un messaggio importante, se sapremo coglierlo fino in fondo.

Le parole, specchio del nostro sentire, una volta dette, sono difficili da far tornare indietro: compiono il loro cammino e arrivano a destinazione. Comprendere bene il nostro sentire prima di trasformarlo in parole è difficile perché spesso tanta è la difficoltà del nostro ascolto interno. Questa malato anno 2020  ci sta offrendo un’occasione su un piatto d’argento, a noi abbracciarla.

Forse anche per questo l’abbraccio del tango è muto in questo momento di pausa forzata, lasciando che sia il solo ascolto a farci ballare coi nostri fantasmi.

Il brano Danzarin che è il motivo musicale principale del film Un tango mas è una rara melodia che combina sia ritmi staccati sia profondamente legati, grazie all’incantevole tema che unisce due caratteri musicali cosi diversi, come quelli personali dei due innamorati, li unisce con un incedere deciso, con un crescendo e un adagio, con quel vado e torno tipico di tante storie d’amore, le più belle generalmente.

Danzarin è un tango degli anni cinquanta, scritto nel 1958 da Julian Plaza, compositore, direttore d’orchestra e bandoneonista, che lo ha composto pensando ai passi dei ballerini nei loro mille volteggi che si intrecciano pericolosamente senza mai scalfirsi: cosi dovrebbe essere l’amore, un intreccio continuo di infinite attenzioni atte a non colpire mai. Questo brano e fra i maggiormente amati dalle coppie di tango escenario ed è stato reso famoso proprio da Copes e Maria Nieves.

E ora perché non ascoltarlo nella versione del grande musicista  Anibal Troilo il “bandoneon” per antonomasia del tango argentino, che lo rese applaudito dal grande pubblico? A voi!

https://www.youtube.com/watchv=BdFC9k3Q3zg

Un abbraccio!

Vittoria Maggio

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